Dal 1997 mi occupo di PTO — Pubblicità Tramite Oggetto.
“Gli oggetti parlano quando nascono da un’idea chiara e da una relazione autentica. Il resto è solo roba che riempie cassetti.”
Chi sono (e perché sono qui)
Ciao, sono Germano Marzialetti. Da quasi trent’anni vivo e lavoro nel mondo della pubblicità tramite oggetto: prima come creatore e commerciante di gadget promozionali, oggi come consulente che aiuta le aziende a trasformare un oggetto in un messaggio capace di restare nel tempo.
Nel primo post del blog voglio presentarmi e raccontarti come è cambiato questo settore e perché è nato oggetticheparlano.com: non un sito-vetrina pieno di prodotti standard, ma un laboratorio di idee dove ogni progetto parte dalla tua storia e dai tuoi obiettivi.
Ieri: quando bastava “mettere il logo”
Quando ho iniziato, a fine anni ’90, il mercato funzionava così:
Standardizzazione: cataloghi pieni di articoli uguali per tutti, da personalizzare con il logo.
Prezzo prima di tutto: l’obiettivo era spendere il meno possibile e distribuire il più possibile.
Logica del “tanto per fare”: penne, portachiavi, tazze… spesso senza una strategia reale.
Quell’approccio, in molti casi, ha smesso di funzionare. Un oggetto generico costa poco, ma non lascia traccia: non crea relazione, non racconta l’azienda, non fidelizza. E finisce per diventare uno spreco, economico e ambientale.
Il cambiamento: spendere meglio, non di più
Negli anni ho visto (e accompagnato) un passaggio chiaro: dalle grandi quantità indistinte agli investimenti mirati, che portano risultati.
Cosa significa, in pratica?
Dal “low cost” al “valore”: la domanda non è più “quanto costa?”, ma “che valore genera per chi lo riceve e per il brand?”.
Oggetti più ricercati e più green: materiali di qualità, filiere trasparenti, sostenibilità reale e certificata.
Coerenza con la mission: il gadget diventa estensione dell’identità aziendale e non un oggetto qualsiasi con un logo sopra.
Strategie di relazione: c’è sempre più attenzione a fidelizzazione e incentivazione alla vendita (programmi punti, welcome kit, premi su target).
Meno logo, più esperienza: in certi progetti funziona regalare un oggetto di marca anche senza il proprio logo, perché l’obiettivo è far vivere un’emozione e legare quella sensazione al brand.
In sintesi: lo standard non funziona più, se non in casi specifici. Il “tanto per fare” non serve a niente. Se si investe, bisogna farlo con intelligenza.
Oggi: oggetti che parlano davvero
Un buon progetto di PTO oggi nasce da alcune domande chiave:
Chi sei (mission, valori, tono di voce)?
Chi sono i tuoi clienti (esigenze, contesto d’uso, aspettative)?
Qual è l’obiettivo (fidelizzare, premiare, acquisire, sorprendere)?
Quale gesto vuoi generare (uso quotidiano, condivisione social, ricordo di un momento)?
Quando le risposte sono chiare, l’oggetto giusto emerge quasi da sé: non per magia, ma perché è coerente con la tua identità e utile per chi lo riceve. Così un gadget diventa un micro-messaggio che resta nel tempo: ogni uso rinnova il ricordo del brand, ogni dettaglio rafforza la relazione.
Perché nasce oggetticheparlano.com
Non è una vetrina. Di siti con migliaia di prodotti standard ce ne sono centinaia. Qui troverai, invece, un metodo:
Ascolto e analisi: parliamo con te, capiamo dinamiche aziendali, persone, cultura, pubblico e canali.
Strategia: definiamo obiettivi misurabili (aumento retention, redemption di una promo, valore medio ordine, NPS, ecc.).
Progettazione su misura: selezioniamo o creiamo il prodotto giusto (materiali, forma, pack, messaggio, eventuale branding).
Sostenibilità: dove ha senso, privilegiamo materiali riciclati/riciclabili, processi a impatto ridotto e filiere certificate.
Esecuzione e controllo qualità: prototipazione, test d’uso, personalizzazione, confezionamento.
Misurazione: monitoriamo l’impatto (riutilizzo, percezione, risultati commerciali) e ottimizziamo.
Questo è il nostro lavoro: dare voce al tuo brand attraverso oggetti che parlano di te, dei tuoi valori, della relazione con i tuoi clienti.
Casi d’uso (dove il custom fa la differenza)
Welcome kit per nuovi clienti o collaboratori: un set coerente con la cultura aziendale che rende memorabile il primo contatto.
Programmi fedeltà: premi utili e desiderabili, pensati sull’uso reale (non solo “carini”).
Vendita abbinata / incentive: oggetti di marca selezionati per stimolare il passaggio di fascia o la riacquisto, anche senza logo quando la leva è l’esperienza.
Eventi e fiere: meno quantità, più qualità e storytelling. Meglio un oggetto giusto che cento oggetti dimenticati.
Cosa significa, concretamente, “spendere bene”
Allineare budget e obiettivi: non sempre serve un grande budget; serve coerenza.
Pensare all’uso: un oggetto deve vivere accanto a chi lo riceve (scrivania, borsa, viaggio, casa).
Curare il packaging: il pack è parte del messaggio (sostenibile, riutilizzabile, informativo).
Ridurre il superfluo: se un articolo non serve a nessuno, è denaro sprecato (e impatto ambientale inutile).
Misurare e migliorare: ogni progetto insegna qualcosa; il successivo deve essere ancora più efficace.
E adesso?
Se vuoi che i tuoi oggetti parlino davvero, raccontami la tua storia. Partiamo da lì e costruiamo insieme il progetto più adatto ai tuoi clienti e ai tuoi obiettivi.
📩 Scrivimi per una prima chiacchierata senza impegno.
🤝 Mettiamoci al lavoro: dal brief al prototipo, fino alla consegna.
🌱 Scegliamo bene: qualità, utilità, sostenibilità e coerenza — non per moda, ma perché funziona.
Qui sopra troverai anche una mia foto: volto e mani, perché il nostro è un lavoro fatto di persone, idee e oggetti che parlano.